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“LA CINA DOPO IL 2012″ di Marina Miranda

Questo volume si propone di tracciare l’evoluzione politica della Repubblica popolare cinese (Rpc) dal 2011 a oggi, un arco di tempo durante il quale si sono verificati non pochi eventi politicamente significativi. A essi però non è stato dato ampio risalto dai media occidentali, che invece si sono focalizzati in particolar modo sul XVIII Congresso del Partito comunista cinese (Pcc); il Congresso è, infatti, la più importante riunione che ogni cinque anni porta a un ricambio complessivo del gruppo dirigente ai vertici del partito.Tra gli avvenimenti meno noti figurano, fra il 2011 e il 2012, alcuni importanti anniversari e relative commemorazioni, cui va attribuito un significato notevole e di stretta attualità, anche dal punto di vista simbolico. E proprio attraverso queste tappe si snoda il filo narrativo del volume, che tesse una trama ben articolata tra le diverse occasioni celebrative, a partire dal centenario della prima repubblica cinese e della rivoluzione Xinhai. L’evento in questione è quasi coinciso con un altro anniversario che cadeva nel 2011: i novant’anni dalla fondazione del Pcc, avvenuta nel 1921. Due ricorrenze, queste, molto diverse per contenuti e rilevanza politica: non è un caso quindi che la seconda abbia avuto a livello ufficiale un’importanza molto maggiore rispetto alla prima.

La Parte prima del volume è interamente dedicata al primo degli anniversari appena menzionati, il centenario della rivoluzione esplosa il 10 ottobre 1911, una data fondamentale, che costituisce uno spartiacque nella storia della Cina, dal momento che mise fine alla secolare tradizione imperiale e introdusse nuove istituzioni politiche, dando vita alla prima repubblica nel 1912. Trattare la commemorazione di tale evento a cent’anni di distanza costituisce un’indubbia novità tematica, dato che a essa è stato dato sinora poco risalto, non solo in Italia, ma anche negli altri paesi occidentali, nonostante la rilevanza che invece ha avuto per la Rpc.Nella Cina continentale è stata festeggiata ufficialmente per la prima volta nel 2011 la data del ‘doppio 10′ (il decimo giorno del decimo mese): tale celebrazione segna quindi un passaggio importante, cui è legata tutta una serie di implicazioni, non solo politiche, ma anche culturali e storiografiche.Infatti, la storica e politica del Guomindang e di Taiwan, dove i nazionalisti si sono rifugiati alla fine della guerra civile nel 1949.La continuità con la prima repubblica è fortemente sottolineata ancora oggi nell’isola, dove anche la datazione ufficiale è conteggiata a partire dal 1912 (ad esempio, l’anno 2000 equivale all’ottantottesimo anno della repubblica).La separazione tra le due Cine è stata pertanto non solo ideologica, ma anche storiografica:celebrando soprattutto gli eventi connessi al proprio regime, i comunisti cinesi hanno intenzionalmente ignorato fino al 2011 tutti i momenti storici precedenti; invece, nel commemorare a livello ufficiale la rivoluzione Xinhai e la prima repubblica, essi hanno deliberatamente attinto a un’eredità che per tradizione, sotto l’aspetto ideologico, non appartiene loro.Per tale motivo, questa commemorazione ha rappresentato un grande segnale di apertura e di superamento di vecchi cliché ideologici, verso la costruzione di un’identità più vasta che abbraccia gli altri territori dell’area sinica, di una Greater China dal punto di vista storico-culturale, che dilata l’identità cinese, oggi fortemente ancorata allo Stato socialista. È per di più un passaggio rilevante nel processo di riavvicinamento a Taiwan, che mira a un’integrazione senz’altro economica e poi forse politica; un percorso rafforzato anche dai risultati delle elezioni presidenziali che si sono svolte sull’isola a gennaio 2012.

Editore : L’Asino d’Oro – Pubblicazione : Giugno 2013 – Prezzo : Euro 18,00



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