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“Il colpo di Stato di banche e governi. L’attacco alla democrazia in Europa ” di Luciano Gallino

Le politiche di austerità dei governi UE non segnano semplicemente un cedimento della politica al potere della finanza. Di piú: si è trattato di un colpo di stato che ha portato all’espropriazione subitanea e categorica delle prerogative dei cittadini e dei parlamenti da parte delle banche e dei governi con l’appoggio della troika di Bruxelles.
Dopo la crisi della Grecia e le situazioni di equilibrio precario di altri stati (Spagna, Portogallo e Italia), è ormai evidente che in Europa si stia assistendo a un vero e proprio processo di «de-democratizzazione». I governi della UE, infatti, tollerano da troppo tempo che il capitalismo (travolto dalla crisi e dagli scandali della finanza) detti loro le regole della politica. È sufficiente vedere la lettera che la Commissione Europea ha inviato al governo di centro-destra italiano poco prima della sua caduta, nel novembre 2011; o il Memorandum di intesa alla Grecia nel febbraio 2012; o, ancora, il Trattato di stabilità (o Patto fiscale) firmato dai capi di governo a marzo. Tutti questi interventi contengono dettagliatissime e imperative ingiunzioni in tema di finanza pubblica, mercato del lavoro, competitività e semplificazioni regolative. Con l’obiettivo primario di privatizzare i sistemi europei di protezione sociale al fine di dirottare il loro cospicuo bilancio (circa il 20% del Pil della UE) verso le imprese e le banche. Per contrastare questi esiti drammatici, argomenta Luciano Gallino, è urgente riprendere in mano il progetto federativo, a partire dal Trattato di Lisbona, e «costruire un ponte tra società civile e partiti, tra movimenti e partiti», e «un’ulteriore integrazione, un travaso di opinioni e di forze».




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